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Calcio. Serie B

Padova, dalla sofferenza alla gioia: è scritto nel DNA della città

Dall'esonero di Andreoletti alla prima vittoria con la Nuova Curva Sud

Padova, dalla sofferenza alla gioia: è scritto nel DNA della città

I giocatori del Padova, @foto Calcio Padova, Davide Boggian

Sono state settimane intense per il Padova, con la città che è passata rapidamente dallo sconforto alla gioia.

Prima il mese da incubo, tra inizio marzo e inizio aprile. Una crisi di risultati che ha portato i biancoscudati in zona play out. Dopo il pareggio interno con lo Spezia, sono arrivate infatti 4 sconfitte consecutive. I risultati negativi hanno portato all'esonero di mister Matteo Andreoletti. Fatale è stata la beffa casalinga contro il Palermo con il ko rimediato al 92'; appena 4 giorni prima la società aveva confermato la fiducia all'allenatore lombardo. Poi il dietrofront nel bollente post partita: il tecnico viene sollevato dall'incarico tra le proteste e la rabbia del cuore della tifoseria.

Dopo aver sondato le piste Pagliuca e Maran, è arrivato l'annuncio di Roberto Breda. L'ex Salernitana è stato scelto per la sua esperienza; conosce bene la Serie B (345 panchine) ed è specialista nei subentri (10 volte in carriera).

Nonostante il cambio alla guida però le notizie negative sono continuate. Il Papu Gómez ha annunciato il forfait, con l'annuncio dell'operazione alla caviglia e la fine della stagione anticipata dopo aver ottenuto 9 presenze in campionato. Dopodiché è arrivata la sconfitta contro il Frosinone nella prima di Breda; la situazione di classifica è peggiorata e l'infermeria si è riempita con gli infortuni di Lasagna e Harder.

Ma non può piovere per sempre. Il 12 aprile la città del Santo infatti ha vissuto una giornata storica: dopo 18 anni l'Euganeo ha potuto ospitare i propri tifosi in una curva. L'inaugurazione della nuova Curva Sud è stata una liberazione. 3006 posti volatilizzati in poche ore, lo stadio gremito con 11mila spettatori e soprattutto una vittoria che pesa come un macigno.

84 minuti per vedere esultare per la prima volta il muro biancoscudato. L'azione del decisivo 1-0 contro l'Empoli rappresenta il popolo calcistico padovano: la sofferenza, l'attesa di una manovra avvolgente con quel pallone che non voleva entrare. Un cross, un rimpallo, due tiri di Pastina, il tempo sospeso. Poi magicamente quel pallone è finito sul destro dell'uomo giusto al momento giusto. Non poteva che essere Mattia Bortolussi il giocatore della provvidenza.

Trascinatore nella scorsa Serie C con 16 gol, decisivo anche in Serie B con la doppia cifra raggiunta, il bomber prova a difendere un campionato conquistato con tanta fatica. Padova riparte da qui.

Da quella rete, da quei tre punti, da quel meraviglioso muro che segna l'inizio di una nuova epoca. Non sarà l'Appiani, non lo sarà mai. Ma quel che era una casa inospitale, ora sembra aver cambiato volto. I naufraghi tifosi padovani hanno un loro posto nel mondo. È una storia che è nel DNA di questa piazza: dalla salvezza quasi toccata fino alla paura della zona play out, all'attesa infinita della Curva Sud, a quella palla che vagava in area di rigore prima di arrivare a destinazione. Dalla sofferenza alla gioia. Padova deve sudare e continuerà a farlo fino alla fine del campionato: e forse deve essere così, d'altronde è scritto nella storia della città.

Stefano Parpajola

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