C’è una Verona che non fa rumore, ma costruisce legami ogni giorno. È la Verona dei giovani che aiutano i compagni in difficoltà, che animano gruppi sui diritti umani, che dedicano tempo ad anziani e persone con disabilità. Una città che sceglie di riconoscere questi gesti concreti attraverso il Premio “Stefano Bertacco”, giunto alla sua edizione 2025 e consegnato oggi dall’Amministrazione comunale.
Sono Rachela Sanuthi Mutuwadige, Matteo Patuzzo e Francesco Tezza i tre vincitori di quest’anno, segnalati rispettivamente dall’Associazione Aquilia APS, dall’Istituto Lavinia Mondin e dall’Associazione Amici Senza Barriere – Daniela Zamboni ODV.
Alla cerimonia di consegna erano presenti il sindaco Damiano Tommasi, l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni, la presidente della Commissione consiliare 5ª Chiara Stella e il consigliere del CSV - Centro di Servizio per il Volontariato di Verona Stefano Micheletti.
Un premio nato da un’amicizia e da una visione politica
Il riconoscimento porta il nome di Stefano Bertacco, assessore al Sociale del Comune di Verona, prematuramente scomparso nel 2020.
«Questo premio si deve all’iniziativa dell’ex sindaco Federico Sboarina, che oggi non ha potuto essere presente – ha ricordato il sindaco Damiano Tommasi –. È dalla sua personale amicizia con Stefano Bertacco che è scaturito questo riconoscimento alla sua memoria. Un attestato meritorio rivolto a giovani che si sono distinti in maniera eccellente nella disponibilità verso gli altri, con gesti quotidiani di vicinanza, accoglienza, supporto e aiuto».
Tommasi ha sottolineato come Bertacco abbia rappresentato, attraverso il suo operato, un esempio di come si dovrebbe interpretare il ruolo politico nel sociale. «Il premio – ha aggiunto – vuole dare visibilità a ciò che i giovani realizzano: una testimonianza concreta di un operato positivo che deve essere replicato. Grazie per quanto avete fatto e continuate a fare. Siete un esempio prezioso».
Un messaggio rafforzato dall’assessora Luisa Ceni: «Attraverso questo premio raccontiamo una gioventù diversa, positiva, lontana dalla violenza narrata quotidianamente. Questi ragazzi sono un modello a cui tendere, narratori di una storia umana e sociale che rappresenta la Verona che siamo e vogliamo essere».
I volti del Premio 2025
Rachela Sanuthi Mutuwadige, talento e generosità fin dalle medie
Nata il 17 marzo 2010, Rachela è stata candidata dall’Associazione Aquilia APS. Fin dalla scuola media si è distinta per l’aiuto alle ragazze di origine straniera che frequentano la sala studio dell’associazione, dimostrando dinamicità e maturità non comuni per la sua età.
Ha collaborato attivamente alle iniziative promosse, come la festa di Santa Lucia dedicata alle più piccole. Studentessa brillante, coltiva anche la passione per la musica: suona la chitarra classica e la pianola, fa parte di una band musicale e utilizza questo talento per donare momenti di compagnia e serenità. Nel tempo libero fa visita ad alcune persone del vicinato e recentemente ha portato musica e allegria agli ospiti del Centro residenziale al Parco-Villa Monga.
Matteo Patuzzo, l’inclusione come dono reciproco
Nato l’8 agosto 2007, Matteo è stato segnalato dall’Istituto Lavinia Mondin. Fin dal primo anno di scuola superiore ha dimostrato un interesse vivace per le iniziative di volontariato promosse dall’istituto.
Si è impegnato nel supporto ai ragazzi con difficoltà scolastiche, diventando punto di riferimento e guida per gli alunni della scuola media. Anima inoltre un gruppo di coetanei con attività formative periodiche sui diritti umani, sul rispetto della dignità della persona e sull’inclusione, intesa come dono reciproco.
La sua convinzione è chiara: non sono le parole a cambiare il mondo, ma le scelte responsabili, giuste e oneste che ciascuno porta avanti ogni giorno.
Francesco Tezza, empatia e responsabilità al servizio degli altri
Nato il 5 febbraio 2007, studente del quinto anno del liceo classico Don Nicola Mazza, Francesco è stato candidato dall’Associazione Amici Senza Barriere – Daniela Zamboni ODV.
Dal 2023 partecipa attivamente alle attività di volontariato dell’associazione, prendendo parte a numerose iniziative e uscite. Si distingue per maturità, attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e capacità di affrontare con prontezza eventuali situazioni problematiche.
La sua sensibilità gli permette di entrare in empatia con chi gli sta accanto, creando dialoghi profondi e autentici. Una dote rara, che rappresenta un valore aggiunto per l’associazione e un esempio concreto per i suoi coetanei.
Già aperta la sfida per il 2026
Nel corso della cerimonia è stata presentata anche l’edizione 2026 del Premio “Stefano Bertacco”. Il nuovo bando prevede l’assegnazione di sei riconoscimenti da 500 euro ciascuno, destinati a giovani fino ai 26 anni.
Possono presentare candidature gli enti del Terzo settore e le scuole statali e paritarie del territorio. Il termine è fissato alle ore 12 del 15 maggio 2026.
Per essere segnalati, i candidati devono:
Come già avvenuto per l’edizione 2025, eventuali premi non assegnati potranno essere ridistribuiti tra i vincitori.
Tutte le informazioni e l’Avviso pubblico sono disponibili sul sito del Comune di Verona.
In un tempo in cui spesso si parla dei giovani solo per le loro fragilità o per episodi di cronaca, il Premio “Stefano Bertacco” sceglie di accendere i riflettori su un’altra narrazione: quella di ragazze e ragazzi che, con semplicità e costanza, costruiscono una comunità più inclusiva. Una lezione silenziosa, ma potente, che parte da Verona e guarda al futuro.