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Beni artistici

Castelfranco riscopre i suoi tesori, grazie al contributo di privati e istituzioni

Recuperati dal degrado una piastra del 1697, un bassorilievo rinascimentale e un'antica vera da pozzo

Beni artistici di Castelfranco

Da sinistra: piastra da camino; Cristo in pietà; vera da pozzo

Castelfranco è conosciuta soprattutto per essere la città di Giorgione, maestro del Rinascimento veneto, ma anche per aver dato i natali ad altre importanti personalità legate all’arte, dall’architetto Francesco Maria Preti al pittore Paolo Piazza, per citarne alcuni. Tuttavia, il patrimonio artistico cittadino è costituito anche da una moltitudine di opere, reperti e cimeli forse minori, ma fondamentali testimonianze della storia e della cultura locale. Grazie all’impegno di istituzioni, associazioni e privati cittadini, molti di questi beni sono oggi oggetto di recupero, al fine di preservarli dal naturale degrado del tempo. Tra questi si annovera una piastra da camino appartenente alle Civiche collezioni museali di Castelfranco: una placca metallica datata 1697, siglata “NDV”, che raffigura tre divinità femminili, Venere, Giunone e Atena.

Esposta in occasione della mostra del 2023 “Temporanea”, l’opera ha attirato l’attenzione di Roberto Conte, che ne ha segnalato l’importanza artistica a Roberto Ceron, socio del Rotary Club Castelfranco-Asolo. Il Club si è successivamente fatto carico di sostenere le spese per il restauro. L’importanza artistica è dovuta dalla decorazione della piastra, che riprende un disegno del pittore Jan van der Straet, detto Giovanni Stradano (Bruges, 1523 – Firenze, 1605).

L’iniziativa del Rotary riflette pienamente il messaggio della mostra del 2023, che aveva come sottotitolo “Esibire, documentare, recuperare”. Il Club auspica ora che questo intervento possa stimolare ulteriori studi sui beni conservati nei depositi museali, favorendo nuovi ritrovamenti e il loro recupero. Lo stesso Rotary Club Castelfranco-Asolo aveva già finanziato nel 2022 la ricostruzione multimediale della “Testa”, strappata nel corso del XIX secolo dal fregio attribuito a Giorgione.

All’interno del Museo Casa Giorgione è stato inoltre collocato un bassorilievo raffigurante il “Cristo in pietà”, legato all’antico Monte di Pietà, fondato nel 1493. La scultura, gravemente deteriorata, è stata rimossa dalla sua collocazione originaria all’esterno, restaurata e infine musealizzata, anche grazie a una donazione privata effettuata tramite l’Art Bonus. L’opera, seppur rovinata, contribuisce a illuminare il contesto culturale in cui crebbe e si formò il giovane Giorgione.

In città, un ulteriore intervento di restauro ha riguardato la vera da pozzo situata di fronte al padiglione K dell’ospedale San Giacomo. Risalente al XVI secolo, la vera è legata alla Fraglia dei Battuti e ne reca sulla sommità, in piombo, il simbolo: un flagello, strumento di penitenza. Sui lati è invece raffigurato San Giorgio che uccide il drago. Il restauro è stato promosso dall’Ulss 2 Marca Trevigiana. La vera costituisce inoltre una delle rarissime testimonianze superstiti dell’antico convento e della chiesa dei Cappuccini, soppressi alla fine del XVIII secolo e demoliti nel 1969.

Leonardo Sernagiotto

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