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Codevigo: reti ombreggianti salvano fino al 20% dell'acqua negli invasi agricoli

Fino al 20% in meno di evaporazione: sperimentazione a Fossò dimostra l'efficacia delle reti ombreggianti nei piccoli invasi agricoli

CODEVIGO  prof paolo tarolli

Ridurre le perdite d’acqua negli invasi agricoli fino al 20% durante l’estate è possibile utilizzando semplici sistemi di copertura. È quanto emerge da uno studio del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (Tesaf) dell’Università di Padova, sviluppato in collaborazione con il Consorzio di bonifica Bacchiglione e presentato nelle scorse settimane in assemblea consortile.

La ricerca, durata tre anni, si è concentrata sul ruolo dei piccoli bacini di accumulo come risposta ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità idrica. Il progetto ha previsto la realizzazione di un sito sperimentale a Fossò, con quattro invasi da 150 metri cubi ciascuno, dotati di sistemi di monitoraggio. Il gruppo coordinato dal professor Paolo Tarolli ha analizzato la capacità di questi bacini di garantire riserve d’acqua nei periodi più critici per le colture, mentre la dottoressa Wendi Wang ha misurato le perdite per evaporazione e testato diverse soluzioni di copertura.

I risultati indicano che una rete ombreggiante al 50% consente di ridurre l’evaporazione di circa un quinto, trattenendo oltre 100 metri cubi d’acqua in più nel corso della stagione estiva. Nelle giornate più calde la differenza può arrivare fino a 2,5 metri cubi al giorno. «Sono soddisfatto che il Consorzio sia stato partner di questa sperimentazione» afferma il presidente Silvano Bugno «attraverso l’individuazione del sito e la realizzazione dello stesso. Ritengo che questo progetto sia fondamentale alla luce dei cambiamenti climatici in atto che vedono estati sempre più calde e siccitose, per capire come migliorare la gestione delle acque riducendo al minimo non solo gli sprechi ma, se possibile, anche l’evaporazione. Lo sviluppo di questa ricerca con l’Università testimonia l’importante sinergia tra ricerca e gestione del territorio, per fornire soluzioni utili e concrete alle nuove esigenze del mondo agricolo».

Il Consorzio punta a proseguire l’attività sul sito sperimentale anche per nuove ricerche e iniziative di divulgazione. «I piccoli invasi rappresentano una strategia concreta per aumentare la resilienza dell’agricoltura ai cambiamenti climatici» spiega il professor Tarolli, «riducendo anche solo una parte delle perdite per evaporazione significa trasformare acqua che andrebbe persa in una risorsa disponibile per le colture proprio nei momenti più critici». Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale “Agricultural Water Management”, evidenzia anche l’efficacia di un modello sviluppato dai ricercatori per stimare con maggiore precisione le perdite evaporative, a supporto delle decisioni nella gestione delle risorse idriche.

Alessandro Cesarato

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