Telecamere nascoste sul luogo di lavoro: si può?

La Corte di Strasburgo, con una recentissima sentenza del 17 ottobre 2019, ha stabilito che un datore di lavoro può installare telecamere nascoste per la videosorveglianza dei propri dipendenti e senza preavvertirli. Ma ci sono dei limiti ben precisi e sul punto si è subito pronunciato anche il Presidente del Garante per la Privacy, Antonello Soro, il quale precisa, con una nota pubblica dello stesso 17 ottobre, che la videosorveglianza occulta non deve divenire, a seguito di questa sentenza, una prassi ed in ogni caso i controlli devono essere sempre proporzionati al caso specifico e non eccedenti.

All’origine della sentenza il caso di un supermercato spagnolo il cui manager, rilevata una forte perdita negli incassi nell’arco di soli cinque mesi (per un totale di circa 82 mila euro), sospettando che alcuni dipendenti (cassieri nello specifico) lo stessero derubando, decise di far installare telecamere a circuito chiuso, alcune visibili e altre nascoste. La Corte Europea, chiamata a pronunciarsi per volontà dei dipendenti successivamente licenziati, ha ritenuto ammissibile l’uso di telecamere nascoste in quanto giustificato sia dal “ragionevole sospetto” della colpa dei cassieri, sia dettato dell’entità della perdita economica subita dal supermercato.

Il monitoraggio occulto, in virtù dei fatti, è stato ritenuto “proporzionato e legittimo” in quanto: limitato al tempo strettamente necessario per rilevare con completezza i furti, l’area videosorvegliata era estesa alla sola zona delle casse e infine le persone che erano state messe a conoscenza del video ero state solo quelle strettamente necessarie per l’accertamento dei fatti. La Cedu specifica inoltre che il livello di privacy negli spazi di lavoro accessibili al pubblico e visibili anche ai colleghi rientra nel livello di protezione inferiore per il dipendente.

Tale linea è condivisa anche dal Garante italiano della Privacy, che richiama l’importanza della proporzionalità come requisito essenziale di legittimazione dei controlli in ambito lavorativo. Ancora una volta dunque si incrociano i diritti del datore di lavoro con quelli dei propri dipendenti, il cui equilibrio, anche in termini di privacy, si ricava grazie a una gestione consapevole e puntuale della proporzionalità dei rispettivi diritti ed interessi.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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