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PFAS: la Regione Veneto fa appello per il danno d’immagine subito dalla vicenda

La Giunta Regionale ricorre alla Corte d’Assise d’Appello

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Foto di repertorio

La Regione del Veneto ha deciso di fare ricorso alla Corte d’Assise d’Appello per chiedere il riconoscimento del danno d’immagine subito a seguito della vicenda PFAS, l’inquinamento ambientale che ha contaminato le acque del territorio. La decisione è stata presa dalla Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore agli Affari Legali, Filippo Giacinti, che ha dato mandato all'Avv. Alberto Berardi di avviare l’azione legale.

Il contesto della vicenda PFAS

Il 5 dicembre 2025, la Corte d’Assise di Vicenza aveva concluso il processo di primo grado nei confronti degli ex amministratori e dirigenti della Miteni S.p.A. e delle società che hanno preso il suo posto, accusati di aver causato il disastro ambientale attraverso l’inquinamento delle acque con le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Gli imputati erano stati riconosciuti colpevoli di gravi reati ambientali, tra cui l'avvelenamento delle falde acquifere e il disastro ambientale, con particolare riferimento alle aree della provincia di Vicenza e delle zone limitrofe.

In sede di giudizio, i giudici hanno condannato gli imputati a pene detentive e hanno disposto il risarcimento dei danni alle parti civili. La Regione Veneto ha ricevuto un risarcimento patrimoniale di 6.576.357,72 euro per i danni causati dall’inquinamento. Tuttavia, la Corte non ha accolto la richiesta della Regione di risarcire il danno non patrimoniale, relativo all'immagine e alla reputazione dell’ente regionale.

La motivazione del ricorso in appello

La Corte ha ritenuto che il danno d’immagine non fosse riconoscibile poiché lo stato di emergenza, dichiarato dal Governo a causa dell’inquinamento da PFAS, aveva riguardato solo alcune province e non l’intero territorio regionale. Una posizione che, secondo l’assessore Giacinti, non rispecchia la realtà dei fatti.

Non condividiamo questa valutazione”, ha dichiarato l’assessore Giacinti. “La vicenda PFAS ha avuto un impatto che travalica i confini provinciali, con gravi ripercussioni sull'immagine e sull’affidabilità dell'istituzione regionale nel suo complesso. Questo danno è stato subito da tutta la comunità veneta e va riconosciuto anche nell'ambito di una responsabilità istituzionale che si estende su tutta la regione".

L’assessore ha aggiunto che il ricorso in appello ha lo scopo di ottenere il pieno riconoscimento del danno subito e di tutelare gli interessi del territorio e della popolazione veneta. La Regione ha infatti sottolineato come l’inquinamento da PFAS abbia inciso pesantemente non solo sull’ambiente, ma anche sulla fiducia dei cittadini e sull’affidabilità della Regione, che si è trovata ad affrontare una delle crisi ambientali più gravi degli ultimi decenni.

Obiettivo: proteggere l’immagine della Regione

“Con il nostro appello”, ha concluso Giacinti, “vogliamo sottolineare la necessità di proteggere non solo i danni materiali, ma anche il danno d’immagine subito da un’intera comunità regionale, che ha visto compromessa la sua reputazione a causa di un disastro ambientale di tale portata. Non si tratta solo di un risarcimento economico, ma di un impegno a ristabilire la fiducia nelle istituzioni".

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