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Curiosità
20.02.2026 - 19:18
Cynar Spritz
Se entrate in un'osteria storica di una qualsiasi piazza veneta e chiedete "uno Spritz", il barista vi guarderà con un sopracciglio alzato aspettando la specifica. Perché prima che il marketing globale imponesse il colore arancione acceso, lo Spritz aveva un’anima scura, erbacea e decisamente meno dolce. Era lo Spritz al Cynar.
Nato nel 1952 dall'intuizione veneziana di Angelo Dalle Molle, il Cynar non è solo un amaro: è un pezzo di storia del Veneto. Per decenni è stato il compagno inseparabile del vino bianco frizzante e dell'acqua gassata nelle "ombre" pomeridiane dei nonni. Poi, l'avvento dei gusti più dolci e rassicuranti lo aveva relegato sullo scaffale più alto della bottigliera, coperto di polvere.
Oggi la tendenza si è invertita. I giovani bartender e i clienti più esigenti stanno riscoprendo il piacere dell'amaro. Il Cynar, a base di foglie di carciofo e altre 13 erbe segrete, offre quella complessità che lo zucchero dello Spritz moderno ha cancellato.
Il motivo è semplice: la ricerca dell'autenticità. Lo Spritz al Cynar è meno calorico delle versioni con altri bitter più zuccherini, ha un grado alcolico contenuto (16,5% la base) e, soprattutto, pulisce il palato. È il compagno perfetto per i "cicheti" di pesce o i fritti della tradizione veneziana, dove la nota amaricante taglia perfettamente il grasso del cibo.
Per chi vuole ordinarlo "come si deve", ecco le proporzioni che trovereste in un'osteria di Campo Santa Margherita:
1/3 di Vino Bianco Frizzante (rigorosamente non troppo profumato).
1/3 di Cynar.
1/3 di Acqua Seltz (o soda).
Guarnizione: Una scorza di limone o, per i puristi, un'oliva verde gigante che assorbe l'amaro del liquore.
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