L’intelligenza artificiale è già entrata nella pratica clinica quotidiana e promette di rivoluzionare diagnosi, cure e organizzazione sanitaria. Ma, accanto alle opportunità, emergono anche interrogativi e rischi che il mondo medico è chiamato a conoscere e governare. È questo il filo conduttore del convegno “Intelligenza artificiale in sanità: storia, aberrazioni, indicazioni”, promosso dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Venezia e in programma sabato 18 aprile al Centro pastorale Cardinal Urbani di Zelarino.
Secondo i dati illustrati dagli organizzatori, oltre la metà dei professionisti sanitari utilizza già strumenti di intelligenza artificiale generativa, soprattutto per favorire diagnosi precoci e ottimizzare i percorsi di cura. Un cambiamento rapido, che impone però una formazione adeguata per evitare un uso improprio delle tecnologie e per mantenere il controllo sui processi decisionali.
«Non è più fantascienza – spiegano il presidente dell’Ordine Giovanni Leoni e il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Giuliano Nicolin – ma uno strumento concreto che può migliorare appropriatezza e qualità dell’assistenza, liberando tempo per la relazione con il paziente». Un punto fermo resta però chiaro: «Non sostituirà il medico. L’esperienza clinica, l’empatia e il rapporto umano resteranno centrali».
La giornata di studi affronterà sia gli sviluppi storici sia le possibili «aberrazioni» dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione ai temi della privacy, della sicurezza dei dati e dei rischi legati all’uso improprio delle informazioni sanitarie. Spazio anche alle applicazioni pratiche già in uso, dalla cardiologia alla radiologia, fino alla telemedicina e all’odontoiatria digitale, con il contributo di professionisti delle aziende sanitarie del territorio.
L’obiettivo è fornire ai medici strumenti concreti per utilizzare l’innovazione in modo consapevole. Perché, se l’intelligenza artificiale può migliorare diagnosi e trattamenti, la responsabilità finale resta saldamente nelle mani dei professionisti. «L’etica e la supervisione umana – concludono Leoni e Nicolin – saranno sempre indispensabili: i decisori ultimi restano il medico e l’odontoiatra».