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Tutela dei lavoratori

Trentino, i sindacati accolgono la nuova disciplina sugli appalti: una tutela concreta per i lavoratori

Dopo mesi di confronti e proteste in piazza, la delibera provinciale definisce i contratti da applicare nei bandi per oltre 200 servizi e lavori, evitando il rischio di salari più bassi e “contratti pirata”

Foto di repertorio

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È stato un percorso complesso, ma alla fine il risultato premia l’impegno dei sindacati del Trentino. Rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, tra cui Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Walter Largher, hanno sottolineato come la nuova norma sugli appalti migliori rispetto al codice nazionale, garantendo condizioni più sicure per le lavoratrici e i lavoratori.

«Ci sono stati momenti difficili, come a settembre 2023 quando le organizzazioni sindacali erano scese in piazza per bloccare una prima versione della norma che avrebbe peggiorato le condizioni locali – hanno spiegato i sindacalisti –. Il risultato finale dimostra che l’impegno vale la pena».

La delibera individua ora quali contratti devono essere indicati nei bandi per più di 200 attività tra servizi e lavori, garantendo che per la maggior parte delle attività esternalizzate si applichino i contratti più rappresentativi e coerenti con il lavoro svolto. Questo permette di evitare il cosiddetto “dumping contrattuale”, cioè l’uso di contratti più bassi o non conformi.

Restano da chiarire alcune situazioni, come quella dei call center: mentre gli uffici provinciali proponevano l’applicazione del contratto delle telecomunicazioni, in Trentino da sempre si utilizza quello dei metalmeccanici, ritenuto più vantaggioso. Su questo punto sono previste analisi aggiuntive anche a livello nazionale.

«Il lavoro non è ancora concluso, ma resta fermo il principio che l’Autonomia deve servire a migliorare le condizioni di lavoro, non a peggiorarle», hanno concluso i sindacalisti.

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