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Padova: il Tar respinge il ricorso contro l'ampliamento del centro logistico di Alì, lavori al via

Sentenza favorevole all'azienda e agli atti comunali e regionali

“Ogni giorno, un gesto che conta”: il cortometraggio che trasforma i valori di Francesco Canella in una storia universale

Foto di repertorio

Con una sentenza che segna un punto decisivo nella lunga contesa legale sull'ampliamento del centro logistico di Alì, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha respinto il ricorso presentato da alcuni residenti e dal comitato "Cittadini di Granze di Camin". La decisione legittima la validità dei permessi comunali e regionali, aprendo la strada alla ripresa dei lavori, interrotti solo temporaneamente.

Il progetto contestato riguarda l'espansione della sede operativa della catena di supermercati Alì, di proprietà della famiglia Canella, che prevede non solo l’ampliamento del deposito esistente, ma anche la costruzione di un magazzino automatizzato e di una struttura dedicata alla logistica per l'e-commerce. Secondo l'azienda, l'opera consentirà di ottimizzare i flussi di merci e ridurre il traffico pesante, eliminando le «navette» tra i vari magazzini.

Tuttavia, la proposta ha sollevato forti obiezioni da parte dei residenti, dei comitati e degli ambientalisti. Le principali preoccupazioni riguardano la perdita di superfici agricole, la riduzione del valore delle abitazioni – stimata fino al 30% e l'impatto sulla qualità della vita, dovuto all'aumento del traffico veicolare pesante nella zona.

Il Punteggio Giuridico

La sentenza, firmata il 5 marzo scorso dalla presidente della camera di consiglio Grazia Flaim, ma resa pubblica solo ieri, non entra nel merito tecnico del progetto, ma si basa su un vizio di forma riguardante la legittimazione dei ricorrenti. Secondo i giudici, il comitato "Cittadini di Granze di Camin" non ha una rappresentatività adeguata e non ha né legittimazioneinteresse per agire contro il progetto, in quanto il quartiere Granze dista due chilometri dall’area interessata dall’ampliamento.

Il comitato, secondo la sentenza, ha uno statuto che non si adatta alla natura della contesa, essendo principalmente orientato verso attività ricreative e sociali, e include soci che risiedono anche in altri Comuni. Inoltre, i giudici hanno contestato la descrizione dell’area come "rurale", sottolineando che la proprietà di Alì si trova in prossimità della più grande zona industriale del Nord Est.

Verso la Realizzazione

Con la chiusura del contenzioso legale, i lavori per il nuovo centro logistico di Alì possono ora proseguire senza ostacoli. L'azienda ha espresso soddisfazione per la sentenza, ribadendo la propria volontà di realizzare un’opera che coniughi crescita economica e sostenibilità ambientale. «Siamo felici che il nostro progetto sia stato riconosciuto come valido», ha dichiarato l'azienda in una nota, «l’ampliamento non si ferma e siamo convinti che rappresenterà un modello per la zona industriale, con un equilibrio tra lavoro e natura».

Il nuovo polo logistico, infatti, prevede anche la creazione di un'area verde con oltre 2500 piante, cercando di bilanciare l’impatto dell’espansione con il rispetto dell’ambiente circostante. L'azienda promette che il progetto porterà benefici socio-economici significativi, con importanti prospettive occupazionali.

La Reazione Istituzionale

Anche l'amministrazione comunale di Padova ha accolto positivamente la sentenza. Nonostante la divisione interna che caratterizzò il voto in consiglio comunale, Palazzo Moroni ha confermato la correttezza dell'iter amministrativo seguito per approvare il progetto. «Abbiamo sempre creduto nella bontà del processo e continueremo a mantenere un atteggiamento di dialogo e confronto con tutti i soggetti coinvolti», ha dichiarato l’amministrazione in una nota.

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