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16.04.2026 - 11:20
Beatrice Venezi @facebook
Il primo incontro tra i sindacati del Teatro La Fenice e la dirigenza, che si è svolto il 15 aprile, non è stato affatto sereno. Dopo sei mesi di stallo, il tavolo sindacale si è subito trasformato in un confronto acceso. Al centro della discussione la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro, un tema che ha acceso gli animi sia tra i lavoratori che tra la dirigenza.
Come riporta Padova Oggi, nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato il sovrintendente Nicola Colabianchi, la direzione ha ribadito quanto già comunicato in passato: «Non ci sarà alcuna trattativa sui contratti e sulle altre questioni economiche finché non verrà ritirata la richiesta di revoca della nomina di Beatrice Venezi». La posizione della dirigenza è apparsa inflessibile, scatenando la reazione delle rappresentanze sindacali.
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Fials Cisal), la dirigenza ha mostrato segni di irritazione per il mandato ricevuto dalle nuove rappresentanze dei lavoratori, che hanno mantenuto le stesse posizioni di protesta rispetto alla precedente Rsu. La richiesta principale è quella di integrare l’organico del teatro, ma la risposta è stata chiara: nessuna discussione sarà avviata finché non verrà tolto lo stato di agitazione legato alla vicenda di Beatrice Venezi.
I sindacati hanno espresso il loro disappunto in un comunicato ufficiale, parlando di un «ricatto inaccettabile» e sottolineando che il rispetto dei diritti contrattuali e la gestione corretta delle relazioni lavorative non possono essere subordinati alla revoca di una decisione legittima presa dai lavoratori.
Dalle ricostruzioni emerse, il sovrintendente Colabianchi avrebbe cercato di minimizzare la protesta contro Beatrice Venezi, che ricoprirà il ruolo di direttrice musicale a partire da ottobre 2026, pur con impegni limitati in termini di concerti e opere. Il programma della stagione futura non è ancora stato reso pubblico, ma secondo fonti interne, il ruolo di Venezi sarebbe meno invasivo di quanto i sindacati temano. Tuttavia, la questione rimane irrisolta e le trattative tra le parti sono in stallo.
In risposta, la Rsu e le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro posizione: «Non faremo passi indietro. I diritti dei lavoratori non sono negoziabili e non possono essere utilizzati come merce di scambio», hanno affermato con fermezza.
La disputa tra la dirigenza e i sindacati si è ormai trasformata in un vero e proprio muro contro muro. Le trattative per risolvere le problematiche economiche e organizzative del teatro sembrano più lontane che mai, con la questione della nomina di Venezi che continua a dominare la scena. Questo scontro non è una buona notizia per il futuro del Teatro La Fenice, che rischia di subire una frattura interna difficile da sanare.
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