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Pensionati veneti in Congresso a Vicenza: riconfermata Debora Rocco alla guida del sindacato

Al centro dei lavori il rapido invecchiamento della popolazione, le difficoltà della sanità territoriale, la pressione sulle RSA, il calo del potere d’acquisto e il riconoscimento dei caregiver familiari

Foto dell'assemblea

Foto dell'assemblea

Si è svolto all’Hotel Viest di Vicenza il Congresso regionale di UIL Pensionati Veneto, il primo con struttura interamente regionalizzata. La giornata, aperta dallo slogan “Ogni età può costruire diritti – Anziani attivi per il futuro del Veneto”, ha riunito delegati, amministratori, rappresentanti sindacali e istituzionali per fare il punto sulle priorità che attendono un territorio che invecchia più velocemente della media italiana.

Nel corso dei lavori è stata riconfermata Segretaria generale Debora Rocco. Con lei, la nuova Segreteria regionale composta da Claudio Marangoni e Stefano Tognazzo; Maria Bergamasco ricoprirà il ruolo di tesoriera, mentre Patrizia Canton sarà responsabile dell’Organizzazione. Nominati anche i coordinatori provinciali dell’Esecutivo: Pietro Levorato (Padova), Beniamino Gorza (Treviso), Anna Fregona (Belluno), Tiziano Cortese (Vicenza), Gianluigi Meggiolaro (Verona) e Claudio Marangoni (Rovigo).

Alla platea sono intervenuti, tra gli altri, l’assessora regionale ai Servizi sociali Paola Roma in collegamento video, il direttore regionale INPS Filippo Pagano, la vicesindaca di Vicenza Isabella Sala, la vicesindaca di Rossano Veneto Helga Battaglia per ANCI Veneto, il segretario generale nazionale UIL Pensionati Carmelo Barbagallo e il segretario organizzativo UIL Veneto Igor Bonatesta.

I dati del 2025 evidenziano una popolazione veneta di circa 4,85 milioni di abitanti, con un’età media di 46,4 anni e un indice di vecchiaia in crescita costante. Le proiezioni al 2043 indicano che un residente su tre avrà più di 65 anni. La denatalità e la riduzione della popolazione in età lavorativa mettono a rischio il sistema pensionistico e aumentano la pressione sulla sanità territoriale.

“La sanità è già oggi sotto forte stress e senza investimenti rischia di cedere”, ha osservato Rocco durante la relazione. Secondo la segretaria, la trasformazione demografica deve diventare l’occasione per ridisegnare un equilibrio sociale fondato sulla dignità, con più risorse per natalità, occupazione femminile e giovanile, non autosufficienza e pensioni adeguate al costo reale della vita.

Sul fronte sanitario, il Congresso ha richiamato le criticità sempre più evidenti: liste d’attesa lunghe, carenza di medici di base, pronto soccorso in affanno e Case della Comunità ancora non operative a pieno regime. Per chi vive di pensione, le difficoltà rischiano di trasformarsi in rinuncia alle cure.

La Legge 33/2023 sulla non autosufficienza, attesa da decenni, resta sospesa tra incertezze finanziarie e livelli essenziali non definiti. Le RSA venete affrontano liste d’attesa pesanti, rette che superano spesso i 2.200-3.000 euro al mese e una carenza cronica di personale. UILP Veneto chiede un aumento strutturale della quota sanitaria regionale, un piano straordinario sul personale e un fondo di sostegno per le famiglie.

La crescita del costo della vita nelle principali città venete acuisce gli effetti dell’inflazione sui redditi fissi. UIL Pensionati ha rilanciato tre richieste: piena indicizzazione degli assegni, aggiornamento del paniere inflazionistico per riflettere le reali spese degli anziani e ampliamento della platea della quattordicesima. A queste si aggiunge la richiesta di una significativa riduzione della pressione fiscale sui pensionati, tra le più elevate d’Europa.

Resta aperto anche il tema delle pensioni future, penalizzate da carriere discontinue, precarie e spesso part time: “Restituire capacità di spesa agli anziani significa sostenere l’intero sistema dei consumi”, ha ribadito Rocco.

Il Congresso ha acceso i riflettori sulla realtà dei caregiver familiari, stimati in oltre 200 mila in Veneto. Soprattutto donne, spesso anziane, che sostengono ogni giorno un carico di cura enorme senza un riconoscimento effettivo. Le misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 rischiano di escludere la maggioranza degli aventi bisogno. UILP Veneto ha accolto con favore l’impegno del presidente regionale ad approvare entro sei mesi una legge dedicata, chiedendo sostegno economico, riconoscimento formale, accesso facilitato ai servizi e formazione.

Nel dibattito è stata rilanciata anche la proposta di legge nazionale per l’istituzione del Servizio civile per Pensionate e Pensionati Attivi, finalizzato a valorizzare il contributo sociale degli over 65, che in Veneto rappresentano il 40% del volontariato. L’obiettivo è creare servizi dedicati, integrare i redditi più bassi e riconoscere il valore sociale dell’esperienza maturata in età avanzata. “Siamo consapevoli delle difficoltà”, ha osservato Rocco, “ma la collaborazione con enti locali e associazioni è essenziale per costruire un modello sostenibile”.

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