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Polemica in Giunta

Tarzo dedica un'area verde alle "vittime di errori giudiziari": scoppia la polemica contro la Giunta del Sindaco Bof

ANPI e associazioni chiedono l’intervento del Prefetto di Treviso per fermare l’atto, interpretato come un attacco all'esito del referendum sulla giustizia

Il sindaco Bof vota al referendum sulla giustizia

Il sindaco Bof vota al referendum sulla giustizia

A Tarzo esplode la polemica attorno alla delibera di Giunta che prevede di chiamare una nuova area comunale “Corte vittime di errori giudiziari”. L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e numerose altre realtà del territorio hanno inviato una comunicazione al Prefetto di Treviso chiedendo un intervento sull’atto amministrativo approvato due giorni fa.

Secondo le organizzazioni firmatarie, la decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Bof avrebbe un chiaro sapore politico e si inserirebbe in un clima segnato dal recente referendum sulla giustizia, che – ricordano – ha confermato la volontà popolare di tutelare i principi costituzionali legati all’indipendenza della magistratura.

Nel documento si sottolinea come la scelta del Comune non sia soltanto simbolica, ma abbia anche ricadute concrete sulla toponomastica cittadina. Una decisione che, sempre secondo i promotori dell’appello, rischierebbe di trasmettere un messaggio di delegittimazione nei confronti di uno dei pilastri dell’ordinamento repubblicano.

Particolare indignazione viene espressa per le parole riportate nella delibera, nelle quali il sindaco Bof afferma: “il sindaco Bof dichiara che la presente deliberazione è in memoria delle oltre 32000 vittime degli errori giudiziari … innocenti privati della libertà, macchiati dal sospetto, distrutti nel lavoro, negli affetti, e nella dignità… Questa Corte sia monito silenzioso per una giustizia più attenta e umana. Alle loro sofferenze silenziose. Mai più.”

Le associazioni riconoscono che gli errori giudiziari possano esistere, ma contestano quella che definiscono una rappresentazione distorta e amplificata del fenomeno, ritenuta finalizzata a mettere in cattiva luce la magistratura. Una magistratura che, viene ricordato nel testo, opera spesso in condizioni difficili e in alcuni casi sotto minaccia della criminalità organizzata e del terrorismo.

Nel documento si parla apertamente di una narrazione che attribuirebbe agli errori giudiziari una matrice legata a un presunto cinismo dei magistrati, giudizio considerato inaccettabile dai firmatari. Viene inoltre ribadito che la memoria pubblica, soprattutto quando si traduce in un’intitolazione, dovrebbe basarsi su elementi solidi e non su slogan o semplificazioni.

Per le organizzazioni, la Repubblica si fonda sull’equilibrio dei poteri e sul rispetto della Costituzione, e iniziative di questo tipo rischierebbero di alterare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ricordare le vittime di errori giudiziari viene definito doveroso, ma si sottolinea come ciò debba avvenire senza alimentare narrazioni polarizzate o ambigue.

Gli errori giudiziari, viene precisato, sono eventi rari e tecnicamente definiti solo in presenza di una condanna definitiva poi riconosciuta come infondata. Le associazioni richiamano infine la necessità di lavorare per una giustizia sempre più efficiente, senza però alimentare sfiducia verso le istituzioni democratiche.

Nella comunicazione inviata al Prefetto, i firmatari chiedono di valutare l’intervento nelle proprie prerogative per arrivare al ritiro della delibera, ritenendo lesi l’onorabilità di un organo dello Stato e la sensibilità democratica dei cittadini.

Tra le realtà che hanno sottoscritto l’appello figurano ANPI Treviso, Cgil Treviso, ARCI Treviso, Associazione Volontari per la Libertà Provinciale Treviso, Europa Verde, Movimento 5 Stelle Treviso, Coalizione Civica per Treviso, Compagno è il Mondo, Legambiente Piavenire, Legambiente Treviso, Partito Democratico, Possibile, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana-AVS, SPI-Cgil, SUNIA Treviso e UGS Treviso.

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