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Diritto allo studio
18.04.2026 - 14:00
Francesca Parolari, consigliera provinciale del PD
Una gestione giudicata troppo appesantita dalla burocrazia rispetto alle esigenze pedagogiche starebbe rallentando, e in alcuni casi fermando, la programmazione dei servizi educativi 0-6 nei Comuni trentini.
A sollevare il caso è un’interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera provinciale Francesca Parolari, che punta il dito contro le criticità legate alla recente Legge Provinciale n. 1/2026 sui servizi integrati per la prima infanzia e sulle sperimentazioni zerosei già avviate sul territorio.
Secondo quanto denunciato dalla consigliera, diversi Comuni pronti a partire con nuove progettualità educative si sarebbero visti respingere le richieste dagli uffici provinciali. Alla base dei dinieghi ci sarebbe la necessità di attendere la definizione da parte della Giunta degli standard strutturali, organizzativi e di personale previsti dalla nuova normativa.
“Siamo di fronte a un vero e proprio blocco della programmazione territoriale” denuncia Parolari. “Posticipare di mesi l’attivazione di servizi per cui i Comuni hanno già strutture e risorse pronte significa ledere le aspettative delle famiglie e frenare l’autonomia degli enti locali”.
Nel mirino della consigliera anche l’impianto della riforma zerosei, definito più organizzativo che pedagogico. Secondo Parolari, il rischio è che l’intero sistema si riduca a una questione di incastri tra spazi e personale, con l’obiettivo prevalente di attivare sezioni integrate con bambini di età diverse, senza una reale visione educativa unitaria.
Un impianto che, sempre secondo l’interrogazione, si allontanerebbe dai principi del sistema integrato delineato a livello nazionale, con il timore che l’assenza di criteri attuativi diventi un pretesto burocratico per rallentare l’innovazione dei servizi.
Accanto allo stop sui nuovi progetti, emergono inoltre perplessità sulla gestione delle sperimentazioni già in corso. In alcuni casi, viene segnalato, i gruppi misti tra nido e scuola dell’infanzia non sarebbero affidati congiuntamente a un’educatrice e a un’insegnante, ma a una sola figura professionale. Una scelta che, secondo la consigliera, rischierebbe di compromettere la qualità educativa e la continuità del percorso 0-6.
Con l’interrogazione si chiede quindi alla Giunta provinciale di chiarire la situazione, fornendo dati sulle richieste respinte o sospese, valutando lo sblocco delle istanze dei Comuni attraverso fasi transitorie e facendo piena luce sull’organizzazione delle sperimentazioni in corso, in particolare sulla composizione dei gruppi e sulla presenza del personale educativo.
“Il sistema integrato zerosei non può essere solo una questione di incastri di personale o di spazi” conclude Parolari. “Serve una cornice di valori e principi comuni che oggi, purtroppo, sembra del tutto assente”.
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