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Dopo sette anni il cielo di Castelfranco torna a colorarsi: oltre settemila alla Festa degli Aquiloni

Grande successo per l'appuntamento al Campoverde, in occasione dei 35 anni della cooperativa L'Incontro

Dopo sette anni il cielo di Castelfranco torna a colorarsi: oltre settemila alla Festa degli Aquiloni

Dopo sette anni di assenza, il cielo sopra Castelfranco Veneto è tornato a riempirsi di colori. Domenica 12 aprile, negli spazi di Campoverde, la Festa degli Aquiloni ha segnato un ritorno atteso e partecipato, capace di richiamare oltre settemila persone tra famiglie, giovani e cittadini arrivati anche dai comuni vicini. Una giornata resa ideale da una leggera brezza e da ampi spazi verdi, che hanno fatto da cornice a uno degli appuntamenti più amati del territorio, organizzato dalla cooperativa sociale L’Incontro.

Un evento che, oltre al valore ricreativo, porta con sé un significato profondo: quello di creare relazioni, aprire spazi di comunità e raccontare un modo inclusivo di vivere il territorio. Il ritorno della festa arriva in un anno simbolico, quello del 35esimo anniversario della cooperativa. Un’occasione per “tornare a esserci”, come sottolinea il presidente Matteo Stefanato: «L’edizione di quest’anno è nata con tanta energia e con la voglia di tornare a esserci dopo molto tempo. È una manifestazione da sempre molto partecipata dalla città di Castelfranco e dai comuni vicini. Quest’anno per noi è un anno speciale, perché la cooperativa compie 35 anni».

La risposta del pubblico ha superato le aspettative: «L’affluenza è stata inaspettata – aggiunge Stefanato – abbiamo calcolato oltre 7mila persone. C’erano tantissime famiglie, ma anche persone che venivano a farsi una passeggiata. noltre, grazie all’aiuto delle band che hanno suonato al pomeriggio, tanti anche i giovani». Un flusso continuo che ha animato per tutta la giornata i prati di Campoverde, trasformati in un grande spazio condiviso tra picnic, musica dal vivo e attività all’aria aperta. Ampio il programma, pensato soprattutto per i più piccoli: laboratori creativi, attività con la creta, una parete di arrampicata, e persino la possibilità di cavalcare cavalli. Al centro, naturalmente, il grande campo volo, con aquiloni colorati in gran parte realizzati all’interno dell’atelier della cooperativa, coinvolgendo utenti della salute mentale insieme ai volontari. Un elemento che racconta bene lo spirito dell’iniziativa, come emerge anche dalle parole dello stesso Stefanato: «La Festa degli Aquiloni è una di quelle giornate che raccontano bene chi siamo. Un momento in cui le relazioni diventano visibili, leggere, libere. E in cui la comunità si ritrova». Determinante anche il contributo di oltre cento volontari, che hanno reso possibile l’organizzazione della giornata, insieme al supporto degli sponsor. La festa ha avuto inoltre una funzione concreta di sostegno alle attività della cooperativa, inserendosi in una logica di fundraising a supporto, in particolare, della gestione delle aree agricole. Il successo dell’edizione 2026 non rappresenta solo un ritorno, ma anche una ripartenza. Tanto che l’appuntamento è già proiettato al futuro: la Festa degli Aquiloni è pronta a tornare anche il prossimo anno.

Leonardo Sernagiotto

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