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Suicidi in carcere: la denuncia di Giovanni Vona (Sappe) : “Situazione sempre più critica”

Secondo caso in 36 ore alla Casa di Reclusione di Padova: il segretario del Sappe chiede interventi urgenti

Suicidi in carcere: la denuncia di Giovanni Vona (Sappe) : “Situazione sempre più critica”

Giovanni Vona (Sappe)

La Casa di Reclusione di Padova è nuovamente al centro delle preoccupazioni, dopo il secondo suicidio di un detenuto in sole 36 ore. Giovanni Vona, segretario nazionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), esprime grave sgomento per la situazione all’interno dell’istituto penitenziario di Via Due Palazzi, dove il dramma del suicidio continua a segnare un bilancio tragico.

In un’intervista, Vona sottolinea che la ripetizione di questi episodi è un chiaro segnale di allarme, destinato a scuotere non solo la polizia penitenziaria, ma anche la politica. "Questi eventi squarciano l’atmosfera, evidenziando la pessima condizione di vivibilità all'interno del carcere", afferma Vona. Per il segretario, è impossibile comprendere completamente le motivazioni dietro a scelte così estreme, ma è evidente che "se le condizioni di vita in un carcere sono disumane e prive di speranza, le conseguenze, purtroppo, sono inevitabili".

La situazione, però, non è solo legata alle difficoltà psicologiche dei detenuti, ma anche alla drammatica carenza di personale. Vona denuncia un grave deficit di agenti, con una sola unità di polizia penitenziaria ogni 100 detenuti, quando la norma prevederebbe almeno tre agenti per ogni gruppo di 100 prigionieri. Questo rende impossibile monitorare adeguatamente i detenuti e prevenire tragedie come quella appena accaduta.

"Abbiamo una carenza di organico che supera i 200 agenti", evidenzia Vona, riferendosi a un’analisi effettuata alcuni mesi fa sulla situazione penitenziaria di Padova. "Questa mancanza sta creando un accumulo di ferie non godute che ammonta a oltre 230.000 giorni, una situazione che sta mettendo in serio pericolo la sicurezza all'interno delle carceri".

Il segretario del Sappe non si limita a una denuncia verbale: sono mesi che il sindacato lotta per risolvere questo problema, ma la risposta delle istituzioni sembra insufficiente. "Abbiamo fatto un lavoro specifico, supportato da una commissione paritetica (composta da sindacati e parte pubblica), che ha certificato questa carenza. Ma nonostante le prove documentate, non sembra che il problema venga preso sul serio", lamenta Vona.

La situazione, per il segretario, è arrivata a un punto critico. Se non si interviene urgentemente con nuove assunzioni di personale e con misure adeguate per migliorare le condizioni di lavoro e di vita, il rischio è che simili tragedie possano ripetersi, con effetti devastanti sia per i detenuti che per gli agenti di polizia penitenziaria.

"Non so cosa dobbiamo aspettare ancora", conclude Vona, "la gravità della situazione è evidente, ma sembra che non si stia facendo abbastanza per risolvere i problemi strutturali che affliggono il nostro sistema penitenziario".

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