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Cronaca
26.02.2026 - 11:09
Foto di repertorio
Si fingono carabinieri, raccontano di un grave incidente che avrebbe coinvolto il figlio della vittima e riescono a farsi consegnare 40mila euro in contanti. Ma la fuga dura poco: padre e figlia vengono rintracciati e arrestati prima di lasciare il Veneto.
La truffa, messa in atto lo scorso 2 ottobre 2025 a Mogliano, ha avuto come vittima un’anziana di 89 anni che vive con il marito, suo coetaneo. La donna ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo che la informava di un presunto incidente stradale causato dal figlio. Per "sistemare la situazione" ed evitargli gravi conseguenze giudiziarie, sarebbe stato necessario versare immediatamente una somma di denaro.
Pochi minuti dopo, mentre la telefonata era ancora in corso, alla porta dell’abitazione si sono presentate due persone che si sono qualificate come carabinieri. Colta di sorpresa e senza aver avuto il tempo di contattare il figlio per verificare quanto raccontato, l’anziana ha consegnato tutto il denaro che aveva in casa: 40mila euro. Solo in seguito, riuscendo finalmente a parlare con il figlio – che era in perfette condizioni – ha compreso di essere stata raggirata.
Le indagini avviate dai veri militari dell’Arma hanno portato rapidamente a una svolta. Fondamentale si è rivelato il contributo del tassista che aveva accompagnato i due truffatori sia all’arrivo sia nella fuga dall’abitazione della vittima. Grazie alla descrizione fornita dall’anziana e confermata dal conducente, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dei sospetti: un 72enne originario di Cagliari e la figlia 22enne, residente a Domodossola, entrambi con precedenti specifici.
Diramato l’allarme, i due sono stati individuati dalla Polizia ferroviaria alla stazione di Mestre mentre erano in procinto di salire su un treno diretto a Napoli. Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato due carte Postepay, due telefoni cellulari, un tronchesino e alcuni indumenti di ricambio. Del denaro sottratto, però, nessuna traccia.
Gli inquirenti ipotizzano che i due possano aver incontrato un complice prima di raggiungere la stazione, consegnandogli il bottino per poi dirigersi verso quello che potrebbe essere stato il loro covo.
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