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Cronaca
16.04.2026 - 09:35
Foto di repertorio
Due fratellini protagonisti di episodi di violenza a Monselice si trovano da circa cinque mesi ricoverati nel reparto di neuropsichiatria infantile dell'ospedale di Padova, dopo aver ricevuto ben ottanta rifiuti da comunità di accoglienza in tutto il Veneto. Un caso che, a oggi, non trova una soluzione definitiva, rivelando la difficoltà del sistema nel gestire minori con problematiche psico-comportamentali complesse.
I due ragazzi, seguiti da mesi dai servizi sociali e dalle autorità, non sono ancora stati trasferiti in una struttura alternativa. Le comunità contattate, infatti, non sono disposte ad accoglierli a causa della complessità delle loro condizioni cliniche e comportamentali, che richiedono assistenza specialistica continua.
Il terzo fratello, più piccolo, è stato invece inserito in una comunità fuori provincia, ma la situazione dei due ragazzi maggiori è tutt’altro che risolta.
Un Ricovero Forzato e Tentativi di Fuga
Durante il loro ricovero in ospedale, i due minori hanno tentato più volte di allontanarsi, costringendo la struttura a ricorrere all'intervento della vigilanza privata per garantire la loro sicurezza. Gli operatori sanitari, tuttavia, avvertono che una permanenza a lungo termine in ospedale non è una soluzione adeguata, né per i minori né per l’organizzazione della struttura stessa.
Una Storia di Disagio e Violenza
Gli episodi che hanno portato all’intervento delle autorità risalgono a novembre 2025, quando i due fratelli hanno causato una serie di disordini a Monselice. Tra gli atti violenti registrati: lancio di sassi contro veicoli e negozi, aggressioni ai passanti e alle forze dell'ordine, e oggetti pericolosi come coltelli e biciclette scagliati da un terrazzo. Tali comportamenti hanno messo in evidenza un disagio profondo, portando i servizi sociali a intervenire per tutelare i minori.
Il Ruolo del Tribunale e la Ricerca di Soluzioni
Il caso ha attirato l'attenzione della Procura dei minorenni e del Tribunale per i minorenni di Venezia, che hanno deciso l’allontanamento dei bambini dalla famiglia e disposto misure di tutela. A partire da quel momento, sono iniziati i tentativi di trovare una struttura adatta, ma finora senza successo.
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