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16.04.2026 - 05:26
Bottrighe, i silos dell'ex zuccherificio
Un futuro per l’area dell’ex zuccherificio di Bottrighe? Potrebbe esserci uno spiraglio. Il sito, dopo una serie di aste andate deserte, sembrava avesse trovato un interesse di acquisto per ospitare nuovi insediamenti produttivi, ma poi nessun seguito, anche se si vocifera un probabile progetto che potrebbe riportare in loco nuova occupazione. Lo zuccherificio di Bottrighe, la cui costruzione risale al 1912, effettuò la sua prima saccarifera nel agosto 1914.
Questo stabilimento diede lavoro a migliaia di persone, per 77 ininterrotti anni, sino a quel martedì 29 ottobre 1991, giorno in cui venne decretata la definitiva chiusura. Tutto poi mutò. Oggi, i due grandi silos per lo zucchero e la storica palazzina uffici, rimangono le uniche testimonianze di quello che fu. Se pensiamo agli anni d’oro della bieticoltura, dove solo il Polesine contava 13 zuccherifici, oggi, in tutta Italia solo due ne rimangono attivi, Pontelongo e Minerbio. Scellerate ed incomprensibili politiche comunitarie furono la conseguenza di ciò, trasferendo la produzione di zucchero in altri Paesi europei, causando un sistema economico sempre più difficile per essere in grado di sostenere la produzione nazionale. Per Pontelongo, intanto, stop alla campagna saccarifera 2026. La crisi del mercato dello zucchero, con una perdurante instabilità dei prezzi e del mercato globale, con la conseguente riduzione delle superfici coltivate a barbabietola, ha indotto la Coprob, proprietaria del marchio Italia Zuccheri, a sospendere la produzione, al momento per questa estate, nello stabilimento veneto. Decisione che ha sollevato forti preoccupazioni per il futuro di circa duecento lavoratori, quaranta dei quali provenienti dal Delta. Tornando a Bottrighe, a seguito della chiusura dello zuccherificio, parte del corpo fabbrica venne occupato dalla Polychimica, ditta che doveva trattare il riciclo del polietilene, diventando invece una discarica di elementi inquinanti e sostanze tossiche. Da ciò si susseguirono tutta una serie di indagini, inchieste della magistratura con il conseguente sequestro dell’area. Successivamente, dopo una serie di interventi di bonifica dell’amianto, tra anni di attese, promesse e speranze, l’area è stata liberata anche dal resto degli inquinanti. Il sito potrebbe rivelare prossimamente il suo futuro. E ciò si troverebbe in una posizione strategica, in prospettiva del prolungamento della Transpolesana, che giungerebbe proprio a Bottrighe e di cui se ne parla ormai da troppo tempo. (r.m.)
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