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Abano, emergenza invisibile e quotidiana: 350 le famiglie in carico ai Servizi Sociali

In aumento le situazioni critiche in città, dalle famiglie alle persone sole

Abano, emergenza invisibile e quotidiana: 350 le famiglie in carico ai Servizi Sociali

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Anche gli adulti con uno stipendio basso o i giovani alle prese con il precariato vivono situazioni di fragilità. Gallocchio: “L’obiettivo è accompagnare le persone verso l’autonomia”

Dietro alla quotidianità e all’operosità di un centro come Abano Terme si consuma un’emergenza silenziosa che i numeri, tuttavia, rendono assai evidente. Le prese in carico da parte dei Servizi Sociali sono in aumento e delineano un quadro di sofferenza che fa pensare: ad oggi sono 350 i nuclei familiari assistiti dal Comune.

Venezia ha partecipato alla Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora

Venezia è stata una delle 14 città campione d’Italia per l’indagine promossa da ISTAT e coordinata dalla FIOPSD. Grazie al supporto del Comune, dei Servizi Sociali e della Polizia Locale, i volontari hanno incontrato persone senza dimora nei dormitori e per strada, raccogliendo informazioni sulle loro condizioni sociali ed economiche. L’indagine servirà a orientare interventi più mirati e sostenibili sul territorio.

 

L’assessore al sociale, Virginia Gallocchio, va dritta al punto: “A livello generale i bisogni stanno aumentando, così come le prese in carico dei servizi. Abbiamo tre filoni principali: il primo è la povertà generale per far fronte ad aspetti essenziali come il pagamento delle bollette. Seguiamo 350 nuclei, dalle famiglie con bambini agli anziani. Sono soprattutto questi ultimi che, con la loro sola pensione, non riescono a far fronte a tutto tra affitto e utenze; ci sono poi adulti con uno stipendio basso che non ce la fanno più e ai quali diamo sostegno”.

Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

Il secondo fronte, forse il più critico in una città a vocazione turistica, è quello abitativo. Sono circa un centinaio le famiglie che manifestano gravi difficoltà nel pagamento dell'affitto, con almeno dieci situazioni di sfratto monitorate dal Comune nell’arco dell’anno. Ci troviamo poi ad affrontare almeno 2-3 volte all’anno episodi di emarginazioni gravi, con persone che non hanno proprio un alloggio, e in questi casi interveniamo con progetti ad hoc.

“La vera difficoltà nell'aiutare chi vive in situazioni di fragilità abitativa è trovare delle alternative sul mercato - spiega l’assessore Gallocchio -. Anche persone che lavorano faticano a trovare alloggi nel privato. C’è una fascia di utenza che avrebbe raggiunto una certa autonomia e avrebbe le risorse per pagare un affitto, purché non troppo alto, ma fatica enormemente a trovare soluzioni. Mettiamo a disposizione risorse attraverso bandi per il sostegno all'affitto e per l'edilizia residenziale pubblica, assegnando diverse abitazioni, ma l’obiettivo resta sempre quello di uscire dalla logica assistenziale per accompagnare le persone verso l’autonomia”.

C’è poi un’emergenza meno visibile ma altrettanto insidiosa: la povertà educativa. Il Comune ha attivato circa 50 progetti per arginare la dispersione scolastica e sostenere gli adolescenti. “Si paga ancora il dazio del Covid e dei lockdown - sottolinea Gallocchio - i problemi per gli adolescenti stanno uscendo adesso, specialmente nei contesti dove la rete familiare è più fragile. Con progetti come “Città Invisibile” cerchiamo di riempire i vuoti scolastici offrendo esperienze ai ragazzi, percorsi terapeutici e attività sportive”.

In questo impegno quotidiano il Comune non è solo. Fondamentale è la sinergia con il terzo settore, come il Centro Aiuto alla Vita (CAV) e la Caritas, oltre alle parrocchie di Monteortone e San Lorenzo, che attraverso specifiche convenzioni mettono a disposizione alloggi per inserimenti temporanei in situazioni di emergenza estrema e offrono le loro disponibilità di risorse, tempo e persone per portare un aiuto a chi ne ha più bisogno.

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