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01.03.2026 - 06:44
Foto di repertorio
La richiesta di sangue e di plasma è sempre alta nel nostro Paese e l’opera di coinvolgimento dell’Avis per il loro reperimento è importante e delicata. Per questo l’attività dell’Avis è strumento di grande rilevanza sociale.
Nelle scorse settimane, al termine di un percorso scolastico che ha visto Giuliano Sarto incontrare gli studenti per spiegare l’importanza della donazione, l’Avis della Riviera del Brenta ha festeggiato con un momento conviviale svoltosi all’istituto alberghiero Musatti, che ha permesso di fare il punto sulla situazione dell’associazione all’inizio di questo nuovo anno.
Tra un assaggio e l’altro dei manicaretti preparati dai ragazzi dell’istituto, presenti anche il vicepresidente regionale Daniela Moro e il presidente provinciale Fabio Reggio, il dirigente dell'istituto Enrico Santini, il presidente Roberto Mazzetto della sezione rivierasca che ha circa 2.000 iscritti, ha ricordato come nel corso di questo anno scolastico siano stati incontrati gli studenti di 24 classi delle scuole superiori dolesi, oltre 400 studenti, e come vi siano state 66 adesioni a sottoporsi ai test preliminari per capire se possono donare il sangue.
Nella sua relazione il presidente Mazzetto ha anche ricordato come nel 2025 le nuove idoneità in Riviera siano state complessivamente 437, in gran parte frutto del lavoro nelle scuole ma anche del lavoro nel campo con partecipazione a fiere e sagre ed altre manifestazioni pubbliche, una ventina in tutto, oltre a quelle nel mondo dello sport con la sponsorizzazione del Rugby Mira e i tornei di pallavolo.
A livello di donazioni la sezione dolese è la seconda a livello provinciale così che la donazione di sangue risulti autosufficiente nel Veneto mentre quella del plasma risulta pari al 80%.
Da parte sua Giuliano Sarto ha ringraziato i dirigenti scolastici che hanno sempre dimostrato grande attenzione e disponibilità nel perorare la causa dell’Avis. Il presidente Mazzetto ha anche sottolineato l’importanza del Centro Trasfusionale dolese.
“Desidero ringraziare gli operatori del Centro – ha evidenziato Mazzetto – il dottor Giovanni Roveroni, le dottoresse Silvia Rienti, Maria Teresa Callegato, Francesca Barbon e il personale infermieristico perché il loro lavoro garantisce la sicurezza, la qualità e l’efficacia di ogni singola donazione rendendo disponibile e pronto ciò che per molti pazienti significa speranza di guarigione e di vita.”
E sull’attività scolastica il presidente Mazzetto ha aggiunto. “Avis crede fermamente nel legame con il mondo della scuola perché il futuro del dono del sangue passa attraverso le nuove generazioni. Incontrare i giovani e accompagnarli ad una scelta informata, consapevole e responsabile, significa il bene comune e la salute tutta la comunità.”
Lino Perini
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