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Basket. Giovanili
06.01.2026 - 09:08
Brian Angeletti
Brian Angeletti ha il basket nel sangue. Capitano dell’Under 19 dell’Orange 1 Basket Bassano, il giovane talento racconta il suo percorso, dagli inizi nelle Marche fino al presente a tinte arancionere. “Da bambino ho provato tanti sport – ricorda – ma ho capito presto di essere più portato per il basket. Crescendo ha assunto un'importanza sempre maggiore per la mia vita”.

La carriera di Angeletti lo vede sin da subito protagonista in tante città. Prima il trasferimento ad Ancona, dove gioca per due anni, poi la famiglia si sposta in Lombardia, vicino a Monza. “Il basket è diventato un vero obiettivo. Avevo quindici anni quando gli Orange mi hanno chiamato per partecipare a un torneo in Svizzera con l’Under 15: andò molto bene. Da allora, Bassano è diventata la mia casa, questo è il mio quinto anno qui. Ho sempre avuto un rapporto fantastico con tutti: questa è una vera zona di comfort per me”.
I primi mesi lontano dalla famiglia non sono stati facili. “All’inizio ho sofferto – ammette – ma quando ti metti in testa che sei lì per un motivo, tutto passa in secondo piano”. Bassano, sottolinea il capitano, non offre solamente ai suoi atleti una crescita dal punto di vista tecnico, ma prepara anche dal punto di vista mentale. E ora? “A fine stagione ci sarà il passaggio nel basket dei grandi. Mi sento pronto. Bassano mi ha dato gli strumenti per affrontarlo e le esperienze fatte in questi anni mi hanno preparato a fare il salto di qualità”.
La stagione dell’Under 19 di quest’anno, secondo Angeletti, è molto promettente. “Siamo forti, giochiamo bene in squadra e siamo uniti fuori dal campo. In spogliatoio c’è un bellissimo clima. Come capitano cerco di dare consigli, aiutare i miei compagni e costruire fiducia: senza queste caratteristiche, non si può essere leader”.
Tra i momenti più belli della carriera del giovane talento c’è il secondo posto conquistato ai Mondiali con l’Under 17 della Nazionale. “Era un gruppo straordinario, fu un’emozione unica”. Tra le difficoltà, invece, Angeletti ricorda un infortunio alla caviglia che lo ha costretto a quattro mesi di stop. “È stato destabilizzante, emotivamente non me lo aspettavo, ma mi ha insegnato tanto sulla resilienza”.

Brian definisce il proprio stile cestistico come intelligente e energico: “Leggo bene il gioco, sono un buon passatore e mi piace servire assist. Cerco sempre di trasmettere energia, anche con piccole giocate”. Tra i suoi idoli, Magic Johnson è stato il primo amore cestistico: “Ho iniziato per lui, mi ha fatto innamorare del basket”.

Guardando al futuro, Angeletti ha obiettivi chiari: migliorare fisicamente e tecnicamente, portare la squadra alle finali nazionali e, un giorno, realizzare il sogno più grande: l’Eurolega.
Stefano Parpajola
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