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Femminicidio, Relazione approvata all’unanimità

La deputata veneziana Martina Semenzato: “La violenza economica va riconosciuta per legge”

Via libera trasversale al documento della Commissione

Milano-Cortina, Semenzato (NM): “Italia da record, emozioni tutte al femminile”

Unanimità in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio: l’organismo presieduto dalla deputata veneziana Martina Semenzato ha approvato la Relazione sulla violenza economica di genere, esito di un ciclo di 93 audizioni e di un lavoro istruttorio avviato in attuazione della legge istitutiva 9 febbraio 2023 n. 12.

Un documento che, con 14 considerazioni finali, punta a dare al legislatore una base solida per riconoscere e contrastare una delle forme più insidiose di abuso. L’unanimità manda un segnale trasversale, oltre gli steccati politici, con l’obiettivo di incidere su prassi investigative e tutele processuali.

È la forma più subdola di violenza,” afferma Semenzato. “Spesso sottovalutata, ma capace di spezzare l’autonomia e la possibilità di fuga delle vittime. Vogliamo un inquadramento autonomo nel Codice penale per interrompere il controllo coercitivo.”

Un orientamento che trova sponda nella Convenzione di Istanbul, art. 3 lett. a, e nelle parole del Primo Presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, secondo cui la valutazione del rischio può prescindere persino dalla volontà della persona da proteggere.

La Relazione propone di tipizzare la violenza economica all’interno dell’art. 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia), codificando indirizzi giurisprudenziali ancora poco diffusi; di introdurre una fattispecie autonoma di “controllo coercitivo”, che punisca anche il monitoraggio ossessivo delle spese minime; di escludere i reati degli artt. 570 e 570-bis c.p. dall’area della non punibilità ex art. 131-bis c.p.; e di estendere il patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, alle persone offese dagli stessi reati, modificando l’art. 76, comma 4-ter, del d.P.R. 115/2002.

Il documento offre strumenti operativi a magistrati, forze dell’ordine e servizi territoriali per riconoscere segnali di isolamento finanziario, sottrazione di reddito, interdizione al lavoro e vincoli indebiti su conti e spese quotidiane.

Alla stesura hanno contribuito, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento interno, l’avvocata Martina Parisse, il magistrato Valerio de Gioia e la statistica Linda Laura Sabbadini.

Dedico questa relazione a mia nipote Ester,” chiude Semenzato, “perché l’indipendenza economica è il primo passo verso libertà e sicurezza.”

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