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Cronaca

Mostro di Mestre: era già un sorvegliato speciale prima dello stupro dell'undicenne

Massimiliano Mulas era già nel mirino degli inquirenti a Torino per pedopornografia, ma restò libero fino alla violenza in Veneto

Orrore a Mestre: 11enne violentata, arrestato il presunto aggressore

Massimiliano Mulas

Un mosaico inquietante fatto di omissioni, travestimenti digitali e una scia di abusi che attraversa il Nord Italia. Emerge un retroscena agghiacciante sulla figura di Massimiliano Mulas, il 45enne già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione per lo stupro di una bambina di 11 anni avvenuto a Mestre nell'aprile 2025. Secondo quanto ricostruito dal settimanale La Fedeltà, l'uomo era già un "sorvegliato speciale" ben prima del brutale episodio in Veneto.

Il precedente nel Cuneese

Tutto ha inizio a Cervere, un tranquillo comune della provincia di Cuneo dove Mulas aveva risieduto per un breve periodo lavorativo. Erano stati i genitori del posto, allarmati da sospetti tentativi di approccio sia in strada che sul web, a rivolgersi ai Carabinieri. Le indagini della stazione locale avevano portato rapidamente a un’identificazione certa.

La successiva perquisizione, ordinata dalla Procura di Torino (competente per i reati telematici), aveva scoperchiato un archivio dell'orrore: centinaia di file pedopornografici salvati sui suoi dispositivi. Eppure, nonostante la mole di prove, nei confronti dell'uomo non era stata emessa alcuna misura cautelare, lasciandolo libero di spostarsi e, tristemente, di colpire ancora.

La strategia del "travestimento" online

Il modus operandi di Mulas era metodico e subdolo. Sfruttando la piattaforma TikTok, l'uomo creava identità fittizie spacciandosi per un ragazzino di 13 anni o una dodicenne. Con questi profili "esca", agganciava coetanee delle sue vittime virtuali per indurle a inviare video e foto private, spesso con la scusa di mostrare nuovi capi d'abbigliamento o cambi d'abito.

I processi in corso

Oltre alla pesante condanna per i fatti di Mestre, il 45enne deve ora rispondere di nuovi capi d'imputazione davanti a due diversi tribunali piemontesi:

  • A Cuneo: è accusato di violenza sessuale e privata per due episodi risalenti al novembre 2024, che avrebbero coinvolto una quattordicenne e una bambina di soli 10 anni.

  • A Torino: il procedimento riguarda la detenzione di materiale pedopornografico e l'adescamento di minori online.

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